LIBRI DA LEGGERE

Non molto tempo fa un amico mi ha fatto riflettere sul fatto che leggiamo pochi libri scritti da donne, che se devo pensare ad un libro straordinario, ad un autore straordinario probabilmente i primi nomi che mi verranno in mente sono uomini. Perchè?

Questa domanda mi ha picchiato in testa per un po’… certo storicamente le donne bla, bla, bla. Ma oggi c’è una marea di donne che scrivono e allora perchè continuo a leggere prevalentemente romanzi scritti da uomini? Per rispondere a questa domanda ho iniziato un periodo di lettura prettamente femminile e a qualche conclusione ci sono arrivata.
Quello che spesso rischiano le donne che scrivono è di scivolare nello smielato, siamo fatte così: il vero amore, le lacrime guardando un film… ma non è sempre così.

Ci sono donne che il mestiere di scrittrice lo sanno fare davvero e senza ammiccare al lato femminile e sdolcinato che è in noi, lo sanno fare con carattere e senza paura di dire cose sgradevoli o policamente scorrette e così facendo riescono ad essere un vero pugno nello stomaco. Perchè sì, è vero, forse siamo delle romanticone, ma forse anche per questo vediamo il mondo attraverso lenti particolari che se si rompono, o solo si crepano, ci permettono di raccontarlo, il mondo (o meglio lo permettono a chi lo sa fare), per quello che è, con tutte le sue brutture e le sue incoerenze.

donne-che-scrivono

Di tre libri mi piacerebbe parlare oggi e non di tre donne che scrivono o hanno scritto, ma di tre scrittrici: “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza, “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci e un libro più recente “Gli anni” di Annie Ernaux.

L’arte della gioia

Parlare di questo libro mi fa quasi paura. È un libro straordinario… non ricordo come mi sono ritrovata a comprarlo, ma è stata una rivelazione. È sicuramente tra i libri più belli che ho letto recentemente e forse di sempre. Parla di una donna, parla di desiderio in una sicilia della prima metà del ‘900, ma è anche un romanzo politico… sfida ogni regola ed è infatti stato pubblicato postumo, dopo 20 anni dalla sua stesura. Un opera di un’intelligenza strordinaria che riesce a toccare ogni corda e a farci fremere e sconvolgere.
Insomma non lo so descrivere, le sue parole lo sapranno fare, ma è da leggere, un libro da leggere assolutamente.

“-Ma non è amore il sesso? L’amore e il sesso sono figli l’uno dell’altro. L’amore senza sesso che cos’è? Una venerazione di statue, di madonne. Il sesso senza l’amore che cos’è? Una battaglia di organi genitali e basta.
-Ma tu allora neghi la sostanza immateriale dell’amore? Neghi la sua spontaneità, e il fatto che più nasce spontaneo, più è autentico, puro, miracoloso.
-Ma Carlo, anche tu come i tuoi compagni a Catania: « L’ascetismo del popolo russo, la sacralità della classe operaia, il martirologio del proletariato, la natura come Dio, l’artista come Dio» . Com’è possibile?
-Che c’entra tutto questo?
-C’entra invece, perchè fra i tuoi compagni ho trovato soltanto malcelata aspirazione alla santità e vocazione al martirio. O la ferocia del dogma per nascondere la paura della ricerca, della sperimentazione, della scoperta, della fluidità della vita. Se lo vuoi sapere, non ho trovato nulla che assomigliasse alla libertà del materialismo. E sono fuggita via, sì, perché non avevo intenzione di cadere in un tranello forse peggiore della Chiesa alla quale sono sfuggita.
(…)
-Io non nego nessuna lotta! Critico l’atteggiamento del pensiero che è troppo poco differente da quello del vecchio mondo che voi volete combattere. Pensando come pensate voi, nella migliore delle ipotesi, si costruirà una società che sarà una copia, per giunta scadente, della vecchia società cristiana e borghese.”

Una donna scomoda, di straordinaria bellezza.

Lettera a un bambino mai nato

Per molto tempo questo libro è rimasto su uno scaffale perchè non avevo il coraggio di leggerlo, avevo paura che mi avrebbe fatto molto male e in un certo senso avevo ragione: questo è un libro che fa male ed è anche uno di quei libri che consiglierei a mia figlia di leggere, se mai ne avrò una, perchè racconta di una possibilità… la possibilità di essere ciò che si pensa sia giusto, ciò che si vuole, a prescindere dalle esigenze sociali. Racconta di una donna complicata, che forse potrebbe anche non piacere, ma che va presa in considerazione e lo fa con una semplicità disarmante, ma allo stesso tempo, grande passione.

“La famiglia è una menzogna costruita da chi organizzò questo mondo per controllare meglio la gente, sfruttarne meglio l’obbedienza alle regole. Ci si ribella più facilmente quando si è soli, ci si rassegna più facilmente quando si vive con altri. La famiglia non è che il portavoce di un sistema che non può lasciarti disubbidire, e la sua santità non esiste. Esistono solo gruppi di uomini e donne e bambini costretti a portare lo stesso nome ed abitare sotto lo stesso tetto: detestandosi, odiandosi spesso. Però il rimpianto esiste, e i legami esistono, radicati in noi come alberi che non cedono neanche all’uragano, inevitabili come la fame e sete. Non te ne puoi mai liberare, anche se ci provi con tutta la tua volontà, la tua logica. Magari credi di averli dimenticati e un giorno riaffiorano, irrimediabilmente, spietati, per metterti la corda al collo più di qualsiasi boia. E strozzarti.”

Intendo questo quando parlo di un libro che fa male: semplice, vero. Puoi odiarlo magari, ma non può lasciarti indifferente. Per quello che mi riguarda, io l’ho amato molto.

Gli anni

Tutta un’altra storia, tutta un’altra donna. Questo libro racconta la nostra storia. Racconta di come il mondo si è evoluto all’interno di una generazione, e lo fa attraverso la vita di una donna. Tutta una vita raccontata con la semplicità di un album di foto da sfogliare, di diapositive che scorrono. È così che si apre questo romanzo, con una foto, una foto della protagonista da bambina ed è così che prosegue, con una stupenda leggerezza ti accompagna attraverso i decenni mostrandoti una foto, raccontando di una donna e, senza farsene accorgere, in realtà sta raccontando non solo i sogni, le aspirazioni, le angosce e le frustazioni di una donna, ma racconta un mondo, il nostro mondo o quello che è appena passato.

 

Tre donne, tre vite, tre romanzi… e se qualcuno prova a dire che le donne non sanno scrivere io gli farei leggere questi, cambierà idea!

BUONA LETTURA

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